L’iniziativa contro i minareti viene bocciata a livello nazionale ma accolta nella Svizzera italiana: è questo il dato saliente emerso dal sondaggio della SSR a cinque settimane dalle votazioni federali del 29 novembre.
Nella Svizzera italiana si registra però una tendenza contrastante rispetto al resto del paese: i sì ammontano al 53%, i no al 40%. Dato che sono stati interpellati soltanto 300 italofoni, nel caso specifico il margine di errore è però piuttosto elevato e si situa al +/-5,8%.
Sul piano nazionale la base dell’UDC sostiene l’iniziativa contro i minareti nella misura del 67%. Gli elettori degli altri principali partiti sono contrari; la base del PPD appoggia però l’iniziativa con una percentuale non indifferente del 37%.
Nelle regioni di campagna il sostegno all’iniziativa è inoltre maggiore rispetto alle città. Stando agli esperti che hanno realizzato il sondaggio, la campagna in vista della votazione è già in fase avanzata a causa delle discussioni suscitate dal divieto di affissione dei controversi manifesti dei fautori. La quota degli indecisi, infatti, è pari solo al 13%.
Materiale bellico
Per quanto riguarda l’iniziativa che chiede il divieto di esportare materiale bellico, la situazione appare più equilibrata: il 41% dice sì, il 44% no e il 15% è indeciso. La modifica costituzionale gode del sostegno della sinistra, mentre viene combattuta dagli elettori del partiti borghesi. I giovani e le donne sono inoltre più favorevoli al divieto. Nella Svizzera italiana la maggioranza si dice contraria.
Il sondaggio della Società svizzera di radiotelevisione è stato effettuato tra il 13 e il 17 ottobre in Svizzera tedesca, francese e italiana: a tale scopo l’istituto di ricerca gfs.bern ha intervistato un campione rappresentativo di 1′207 persone. Il margine di errore sul piano nazionale è del +/-2,9%. La partecipazione alla votazione dovrebbe ammontare al 44%.










