Doris Leuthard, di formazione avvocato, nata a Merenschwand (AG) il 10 aprile 1963 è stata eletta il 2 dicembre 2009 dall’Assemblea federale Presidente della Confederazione per il 2010 con 158 voti su 183 schede valide.
Membro del Consiglio federale per il PPD dal 1º agosto 2006. Dirige il Dipartimento federale dell’economia. «É buona solo in condizioni di bel tempo» ha dichiarato recentemente il presidente del Partito socialista, Christian Levrat dopo aver criticato aspramente «la passività e l’impreparazione» del ministro nel gestire la crisi. Legata agli ambienti conservatori dell’economia elvetica, la ministra si é recentemente distinta per il suo impegno contro l’iniziativa per il divieto di esportare materiale bellico. In febbraio 2008 si recava in missione in Messico allo scopo di migliorare l’accesso al mercato messicano per i prodotti e gli investimenti svizzeri e far conoscere meglio i vantaggi della piazza economica svizzera a potenziali investitori messicani. Peccato peró che i suddetti vantaggi della piazza economica siano poi stati classificati in modo diverso dall’Ocse, dall’Italia, dagli Stati Uniti …
Doris Leuthard non vuole agevolare il credito alle PMI
27/10/09 – La Confederazione non interverrà per agevolare l’accesso creditizio alle piccole e medie imprese (PMI). I servizi di Doris Leuthard ritengono che il mercato funzioni sia per le piccole che per le grandi imprese. Per costoro non vi sono sintomi che lascino presagire una penuria finanziaria. «Se talune imprese faticano attualmente a finanziarsi, ciò è dovuto alla situazione congiunturale e non a una lacuna del sistema finanziario». Nonostante le spiegazioni rassicuranti del DFE, che non vuole dunque adottare provvedimenti, l’economia svizzera si sta preparando all’eventualità di una carenza creditizia a scapito delle PMI, imprese che spesso non possono (o non vogliono) delocalizzare la produzione in Messico o in Cina …
Infatti la Leuthard si dichiara “molto ottimista” sull’accordo di libero scambio con la Cina (Ginevra, 30.11.2009) - «i gruppi di lavoro che abbiamo creato raggiungeranno risultati in vista della conclusione di un accordo di libero-scambio», ha dichiarato alla stampa la consigliera federale in occasione della cerimonia della firma con il ministro cinese del commercio Chen Deming. La Leuthard ha affermato che prevede di recarsi due volte nel 2010 in Cina, anno in cui Pechino e Berna celebreranno il 60esimo anniversario delle loro relazioni. Nessun accenno, ne’ preoccupazioni per le spesso disumane condizioni di lavoro della popolazione cinese. Il solito schema “win-win“.
Promesse ancora attuali?
Le promesse della Leuthard del gennaio 2007 «ora si presterà particolare attenzione alle persone più su d’età e alla conciliazione tra lavoro e vita privata» non hanno portato a nessun risultato tangibile, complice la scusante della crisi speculativa cadutaci tra capo e collo.
«Gli obiettivi sono il miglioramento del tasso d’occupazione delle donne, l’uguaglianza salariale, l’aumento del numero di donne dirigenti e lo sviluppo di modelli di lavoro a tempo parziale per gli uomini» (gennaio 2007)
Ossia, che le donne lavorino – sempre che un lavoro lo trovino, magari non in Cina – e gli uomini facciano i casalinghi?









