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venerdì, 12 marzo 2010

Cercando di capire un tubo

San Gottardo quo vadis?

San Gottardo, secondo tubo si o no? In previsione della programmata ristrutturazione del tunnel sotto il San Gottardo due tesi si contrappongono, a nostro giudizio entrambe con ragione. I fautori del raddoppio adducono ragioni di sicurezza e fluidità del traffico, i detrattori ragioni principalmente di ordine ecologico e protezione della valle.

Come sempre piú frequentemente in Svizzera, siamo comunque in ritardo sul ruolino di marcia. Unica data certa il 2017, i lavori di risanamento del tunnel autostradale verranno iniziati in concomitanza con l’apertura di Alptransit. In questo modo si pensa di trasferire buona parte del traffico su rotaia, mentre il resto o passerà -ahinoi- sopra il passo o dal San Bernardino, che già oggi ci pare prossimo al limite della capienza.

Già in data 2.10.2008 il senatore Dick Marty proponeva in consiglio federale una mozione incaricando il Consiglio Federale “di allestire un progetto di realizzazione, con relativo finanziamento, del raddoppio a corsia semplice del tunnel autostradale del San Gottardo” con queste motivazioni:

Dick Marty

… un raddoppio del tunnel autostradale del San Gottardo, inteso quale realizzazione di un ulteriore tubo a corsia semplice, in modo tale che il traffico tra Göschenen e Airolo si sviluppi solamente su due corsie.
Il Consiglio federale ha ritenuto fattibile l’opera, poiché conforme all’articolo costituzionale sulla protezione delle Alpi. Inoltre ha riconosciuto il chiaro miglioramento delle condizioni di sicurezza del tunnel.
Ora, considerato che i lavori di risanamento della galleria sono oramai imminenti, occorre agire, poiché questa sarà la migliore occasione per risolvere il problema della sicurezza, nonché scongiurare ogni pericolo di isolamento del canton Ticino dal resto del Paese in caso di panne, incidente, o qualsivoglia ulteriore motivo di interruzione dell’esercizio della galleria.

Il Consiglio federale propone comunque di respingere la mozione il 5.12.2008. Mozione che in qualche modo é stata “risuscitata” dal Gran Consiglio ticinese in data 3.11.2009 con grande rammarico di ambientalisti e la reazione di Fabio Pedrina, presidente dell’Iniziativa delle Alpi.

Fabio Pedrina

È noto che la galleria autostradale esistente dovrà essere risanata. Perciò è stata avanzata la proposta di realizzare prima una seconda canna affinché i lavori di risanamento non ostacolino il traffico. La perizia dello studio Hartmann&Sauter di Coira … ha esaminato quattro varianti possibili con un secondo tubo. “Chi crede che una o due corsie possano poi essere chiuse al traffico si mostra parecchio ingenuo”, ha aggiunto Fabio Pedrina. Immancabilmente aumenterebbero i volumi di traffico pesante e sarebbe ancora più difficile trasferire le merci sulla ferrovia.
È impossibile trovare delle misure tecniche o finanziarie che impediscano durevolmente l’apertura al traffico di una terza o persino quarta corsia. Tutte le misure esaminate si sono rilevate non durature”. L’articolo costituzionale può essere rispettato unicamente se si risana la galleria esistente senza costruire una seconda canna.

Dal punto di vista politico si può trarne questa conclusione: chi vuole il raddoppio deve chiedere il parere al popolo. “Motivi istituzionali e materiali impongono, infatti, una votazione popolare”, ha concluso Fabio Pedrina. Indubbiamente già la situazione attuale presenta una pesante fattura in termini di vite umane, di incidenti, di perdite di tempo (il tempo é denaro), e pure di inquinamento causato dalle chilometriche code ferme ai portali. Senza parlare del degrado ambientale e turistico causato da chi “scappa su per il passo” senza il minimo interesse e rispetto per la natura che vorremmo mantenere – almeno lassú – incontaminata. Andiamo a votare, dunque?

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