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venerdì, 3 settembre 2010

E la chiamano civiltà

Ragazzina a HaitiL’agonia di Haiti, cadaveri per le strade. La Croce rossa: tra 45 e 50mila morti. Cosí titola oggi la Repubblica. Epilogo di una catastrofe che dura da 200 anni.

Terra di corsari, Haiti è una nazione dell’America centrale situata nel Mar dei Caraibi. Un tempo colonia francese, è stata – dopo gli Stati Uniti – una delle prime nazioni delle Americhe a dichiarare la propria indipendenza. Il territorio haitiano copre la parte occidentale dell’isola di Hispaniola e confina a est con la Repubblica Dominicana. Haiti è il paese più povero delle Americhe, se non del mondo.

L’indipendenza dalla Francia è stata dichiarata il 1º gennaio 1804, ma venne riconosciuta dalla Francia solamente nel 1825 e nel 1863 dagli Stati Uniti. Dall’inizio del 2004 Haiti è teatro di una rivolta popolare che ha causato disordini e violenza ed ha portato il 29 febbraio alla partenza dall’isola del dimissionario presidente Jean-Bertrand Aristide. Il governo è stato retto ad interim da Boniface Alexandre, presidente della Corte di cassazione, fino alle elezioni presidenziali tenutesi il 7 febbraio 2006 da cui, pur tra molte proteste ed accuse di broglio da parte dei suoi avversari, è uscito eletto René Préval.

Per chi vuole aiutare

L’isola già colpita nell’estate 2004 dall’uragano Jeanne, vive in uno stato di perenne emergenza umanitaria, malgrado una missione internazionale di aiuto sotto l’egida dell’ONU, che vede la presenza di un contingente guidato dal Brasile. Priva di materie prime di rilievo (praticamente esporta solo caffé e sisal), economicamente assai poco interessante alle multinazionali ed al mondo economico e finanziario, é conseguentemente un paese da secoli abbandonato a se stesso.

Questa immane tragedia avrebbe potuto essere evitata con l’adozione di architettura antisismica; a detta degli esperti, un terremoto delle stesse proporzioni non avrebbe causato che danni limitati se fosse accaduto a San Francisco o a Tokio! Ma chi ha interesse alla sicurezza e dignità umana in un paese dove già il “normale” consumo é un sogno irrealizzabile per milioni di disperati?

Purtroppo solo disastri dalle immense proporzioni ci obbligano a rivolgere i riflettori della nostra attenzione su queste parti del mondo delle quali volentieri dimentichiamo la quotidiana tragedia della soppravivenza. Ció vale per Haiti, per il Tibet, per Gaza ed i territori palestinesi occupati, il Sudan, la Bielorussia, l’Honduras, … la lista é lunga, ahimé. E fra qualche mese avremo dimenticato.

La Croce Rossa Italiana, ha attivato una serie di strumenti per raccogliere fondi in favore delle popolazioni colpite dal terremoto ad Haiti: sms 48540 per donare 2 euro da numero ”Wind” e ”3”; numero verde tel. 800.166.666; donazione online causale ”Pro emergenza Haiti” www.cri.it; bonifico bancario causale ”Pro emergenza Haiti” IBAN IT66 – C010 0503 3820 0000 0218020

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