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venerdì, 12 marzo 2010

Picnic a Davos

Berna, 26.01.2010 - Doris Leuthard riceziona il vice premier del Consiglio di stato cinese LI Keqiang

I potenti della terra si ritrovano lassú sulle montagne a picniccare con le grosse briciole della crisi. Ed in barba alle tragedie. Fatto curioso l’inizio del summit coincide con la giornata della memoria.

Memoria che non insegna che poco o nulla. In una scala fortunatamente minore, ma comunque tragica, i crimini contro l’umanità continuano perpetrati ancor oggi in Cina - il cui emissario é stato comunque ricevuto in pompa magna dalle autorità federali a Berna, in Iran - dove proprio ieri hanno impiccato due oppositori al regime, nel Darfur (Sudan) - dove “I sei bambini soldato del Darfur, condannati a morte lo scorso novembre, non saranno giustiziati” come annunciato con una nota dall’organizzaione promotrice della campagna per la difesa dei diritti umani in Sudan” [APcom]. Un mondo dove multinazionali come la Shell -ed é solo un esempio!- depredano e inquinano senza alcuna considerazione per le popolazioni locali.

All in for the money

Dei 2500 partecipanti alla riunione annuale, più della metà provengono dal settore delle imprese. Oltre 900 dirigenti rappresentano multinazionali di tutto il mondo attive nei seguenti settori: industrie di base, dei consumi, istituzioni finanziarie, tecnologia dell’informazione, elettronica e telecomunicazioni, mobilità, energia, salute, media e servizi professionali. Li affiancano complici passacarte: i rappresentanti dei governi di 25 paesi, tra cui capi di Stato e di governo, i ministri delle finanze e dell’economia, ed i ministri degli Affari Esteri, nonché governatori e sindaci delle regioni e città più importanti del mondo. Una ghiotta occasione per organizzare il futuro dell’umanità, quella che comanda beninteso, in barba a qualsiasi principio che possa impedire gli affari.

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